5.1 Tipologie impiantistiche |
Questi edifici sono caratterizzati da ambienti di
grandi dimensioni con altezze elevate, utilizzazioni periodiche di breve durata con forti
affollamenti e, quindi, con bassi valori del fattore termico.
Laffollamento può essere determinato facendo riferimento ai posti a sedere o,
quando ciò non sia possibile, considerando 0,7 - 0,9 m2 per persona per
la sala principale e 1 - 2 m2 per persona per il ridotto.
Le esigenze di ventilazione, dettate dalla necessità di contenere
l'inquinamento dell'aria ambiente dovuto all'emissione di anidride carbonica e altri
effluenti da parte delle persone, fissano in 30 - 50 m3/h per persona la
quantità di aria esterna da immettere con gli impianti di climatizzazione; va
anche verificato che gli ambienti siano in sovrappressione verso l'esterno per evitare
spiacevoli ingressi di aria dagli atri e dagli ingressi.
La qualità dell'aria deve essere mantenuta ricorrendo anche a una buona filtrazione.
Il carico termico dovuto all'illuminazione non è molto elevato a meno di quei casi in cui
siano previste riprese televisive a colori, per cui si può arrivare, nella zona
interessata, fino a 1000 W/m2.
In tutti gli altri casi l'illuminazione è prevista soltanto nei periodi di affluenza del
pubblico e negli intervalli.
E certamente necessario conoscerne il valore in concomitanza con il massimo
affollamento.
La quantità di calore dovuta, in estate, all'irraggiamento e alla
trasmissione dall'esterno è piuttosto limitata dato che non esistono, in genere, pareti
vetrate (tranne che per i ridotti) e perché gli spettacoli
sono di norma allestiti nel periodo serale.
Le condizioni microclimatiche di comfort negli ambienti devono essere fissate considerando
le possibili diverse utilizzazioni degli spazi. Così, per esempio:
nei teatri il pubblico è generalmente vestito con abiti leggeri e rimane seduto per tutto il periodo dello spettacolo
nel cinematografo le persone sono vestite con abiti più pesanti e rimangono sedute;
nei congressi vi può essere un maggiore movimento delle persone;
in caso di esposizioni il pubblico è in piedi e in movimento.
Per queste considerazioni le condizioni termoigrometriche che è bene mantenere nei diversi ambienti sono:
teatri: 22 - 25 °C con il 40 - 50 % di umidità relativa dallinverno allestate;
cinema: 20 - 24 °C con il 40 - 50 % di umidità relativa dallinverno allestate;
esposizioni, convegni: 20 - 25 °C con il 40 - 50 % di umidità relativa dallinverno allestate;
La temperatura estiva è mantenuta a valori inferiori a quelli
generalmente adottati, allo scopo di ridurre il calore latente emesso dalle persone, con
il vantaggio di migliorare il fattore termico, riducendo la necessità del
postriscaldamento e, in definitiva, risparmiando energia.
Il postriscaldamento, quando necessario, è convenientemente ottenuto utilizzando il
calore recuperabile dal ciclo frigorifero; spesso può essere impiegato anche il sistema
del by-pass della batteria di raffreddamento.
Lumidificazione invernale può non essere necessaria; occorre, comunque, una
verifica nel caso di climi molto rigidi.
Il comfort è legato anche alla velocità dell'aria nella zona occupata dalle persone; nelle sale di spettacolo, nelle quali gli spettatori sono fermi per
ore, è necessario prima di tutto che l'aria si muova con velocità non superiore a 0,14
m/s e che sia sempre diretta verso il viso delle persone e non sulla nuca o sulle spalle.
Il problema del rumore e delle vibrazioni è di rilevante importanza.
Anche nella revisione alle norme UNI 8199 si raccomanda il ricorso a studi approfonditi e
specialistici.
In linea generale si può affermare che il livello sonoro
raccomandato deve essere:
teatri: 30 dB (A);
sale da concerto: 25 dB (A);
sale cinematografiche: 35 dB (A).
Tipologie impiantistiche.
Una struttura destinati allo spettacolo è un complesso più o meno articolato,
costituito, in genere, da molti ambienti con funzioni diverse, viste le molteplici
attività.
Riferendosi a un teatro, per esempio, è facile individuare la sala principale, il
palcoscenico, le sale per le prove, i camerini, gli atri di ingresso, il ridotto, i
magazzini per la costruzione e la conservazione delle scene, gli uffici, ecc....
Da tutto questo discende la necessità di studiare e realizzare impianti distinti e con
caratteristiche anche diverse.
Per la sala, viste le grandi dimensioni e la necessità di
considerevoli portate d'aria, l'impianto che viene realizzato di solito è quello
a tutta aria con ricircolo, a portata costante e, in alcuni casi, anche a portata
variabile.
E, comunque, sempre necessario suddividere la sala in zone distinte, tanto più se
esiste la zona della galleria (figura 44).
Limpianto deve poter funzionare con portata ridotta nei periodi di scarso
affollamento, durante le prove e nelle fasi di preraffreddamento e preriscaldamento.
Il preraffreddamento consiste nell'abbassare la temperatura dell'ambiente di alcuni gradi (4 -
5 °C) al di sotto della temperatura di progetto, nelle ore immediatamente precedenti lo
spettacolo.
Si deve, infatti, considerare che nei teatri il carico termico è al
suo valore massimo soltanto per le poche ore dello spettacolo, un preraffreddamento,
quindi, della struttura può essere molto utile per ridurre la potenzialità massima dei
gruppi frigoriferi.
L'inconveniente è che il pubblico trova, all'ingresso, un ambiente
piuttosto fresco che va poi gradualmente riscaldandosi.
Questo preraffreddamento può essere effettuato, quando le condizioni termiche esterne lo
consentono (di notte per esempio), utilizzando tutta aria esterna (free-cooling), conseguendo
così anche il vantaggio di "lavare" l'ambiente.
Nel caso di utilizzo di gruppi frigoriferi il condizionatore tratterà,
evidentemente, soltanto aria di ricircolo, che verrà ridotta al suo valore di progetto,
non appena la sala viene aperta al pubblico, quando si deve immettere aria esterna.
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| Fig. 44 Impianto di climatizzazione a tutta aria di una sala di un teatro con galleria |
Trattandosi di ambienti sempre di grande altezza non può essere
sottovalutata la stratificazione dell'aria calda verso l'alto.
Questo fenomeno può essere utilmente sfruttato, nel periodo estivo, in quanto il calore
accumulato a soffitto, dovuto alla trasmissione del tetto, alle luci ecc., può non
costituire un carico sull'impianto.
Perché ciò sia vero è necessario non rimuovere quest'aria calda, per cui l'immissione
dell'aria condizionata in ambiente deve essere fatta o con bocchette a parete ad altezza
tale da non rimuovere l'aria calda o con sistemi di immissione aria dal basso sotto le
poltrone o dalle gradinate.
La stratificazione aumenta, invece, il fabbisogno termico invernale,
per cui sarebbe desiderabile ricorrere a sistemi di destratificazione.
Molteplici sono i problemi da risolvere quando si studia l'impianto di
climatizzazione per il palcoscenico perché occorre tener conto di:
elevati carichi termici dovuti ai proiettori e alle apparecchiature;
presenza di schermi, strutture verticali, apparecchiature e sistemi per la movimentazione delle scene ecc. che ingombrano le pareti;
necessità che non vi siano correnti d'aria molesta per gli attori o che facciano ondeggiare le scene;
necessità che non si sollevi polvere che può essere resa visibile dall'illuminazione di scena;
necessità di generare un livello sonoro bassissimo.
Un sistema, generalmente adottato, è quello di condizionare la torre
del palcoscenico, per rimuovere gli elevati carichi termici, con un impianto a portata
variabile e soltanto riscaldare (in inverno) la parte bassa.
L'impianto di ventilazione viene fatto funzionare prima dello spettacolo e negli
intervalli, così da evitare i problemi a cui si è accennato.
Per il ridotto limpianto è a tutta aria, a portata variabile; deve essere previsto
un elevato numero di ricambi di aria totale perché si deve far fronte a un carico
notevole che rapidamente va dal minimo (locale vuoto) e al massimo (locale con il
massimo affollamento).